Il Training Autogeno (T.A.) è una tecnica di auto rilassamento psicofisico che consente di allontanare lo stress e le tensioni e dona al soggetto una notevole capacità di concentrazione, benessere e consapevolezza. Il T.A. lavora su tre livelli:
- livello fisiologico: favorisce un riequilibro del sistema nervoso vegetativo e il sistema nervoso endocrino, entrambi connessi con la sfera emotiva;
- livello fisico: migliora lo stato di benessere e salute in generale;
- livello psicologico: aiuta a ristrutturare le proprie reazioni negative e migliora alcuni vissuti psicologici.
L’obiettivo è quello di far acquisire una tecnica di concentrazione passiva: annullando gli stimoli esterni, si ascolteranno le sensazioni del nostro corpo e i messaggi interiori. È utile per bambini (età scolastica) adolescenti e adulti, chiunque si trovi in uno stato di stress, disagio emotivo, insonnia, stanchezza, patologie psicosomatiche.
Oltre l’ambito di applicazioni clinica, il T.A. può essere utile in ambito lavorativo/ aziendale per il recupero di energie, aumento della concentrazione; nello sport per migliorare le prestazioni atletiche con aumento della propria consapevolezza corporea.
L’individuo è al centro del processo essendo lui stesso a prendersi cura di sé.
Il TA venne sviluppato negli anni ‘30 da Johannes Heinrich Schultz, psichiatra tedesco. In Italia ebbe inizio la sua diffusione con la traduzione dell’opera di “Das Autogene Training”. Dopo lunghi di studi di neurologia, psichiatria e psicologia medica, si interessò della psicoanalisi freudiana e dell’ipnosi. Proprio durante le induzioni ipnotiche, Schultz notò che i suoi pazienti riferivano di aver sperimentato due sensazioni specifiche: pesantezza e calore. Capì di conseguenza che queste erano dovute al rilassamento dei muscoli striati e alla vasodilatazione. Iniziò negli anni a seguire una lunga collaborazione con Oskar Voght, ideatore del rilassamento frazionato. Costruì il suo metodo proprio partendo da questo, da cui riprese le indicazioni sulla postura da adottare per ridurre al minimo gli stimoli, la creazione di un ambiente confortevole, la ripetizione delle formule. La tecnica di Schultz però si differenzia dal rilassamento frazionato e dall’ipnosi per essere una tecnica autogena, che “si genera da sé”, nel senso che ogni modificazione psicofisica deve prodursi in modo spontaneo. A tal proposito è importante fare riferimento agli studi di Forel che coniò il termine ideoplasia. Questo concetto è molto importante nel T.A. ed indica letteralmente la capacità di un elemento ideativo (un pensiero o un’immagine) di produrre delle manifestazioni somatiche. In fisiologia questo concetto si ritrova nell’effetto Carpenter, cioè di come la rappresentazione mentale di un movimento tenda a provocare degli impulsi motori registrabili tramite elettromiografia. Da qui Schultz comprese che i processi mentali potevano non solo produrre delle manifestazioni patologiche come i disturbi psicosomatici, ma anche modificazioni positive in grado di riportare in armonia funzioni organiche e psichiche. Un secondo principio su cui si basa la tecnica del T.A. è quella del condizionamento classico, cioè un metodo di apprendimento psicologico esposto da Ivan Pavlov, nel quale vengono associate delle risposte automatiche a degli stimoli che inizialmente non provocavano nessuna riposta, ma che se presentati ripetutamente con uno stimolo incondizionato, viene associato a questo e diventa capace di evocare la stessa risposta comportamentale.
Nel T.A. attraverso questo tipo di apprendimento, è possibile ottenere con la ripetizione degli esercizi l’associazione tra una formula o un esercizio mentale e uno stato psicologico e fisiologico. Questo principio sottolinea l’importanza della ripetizione quotidiana degli esercizi del T.A.
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